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    Flavio Maestrini

I dialetti uniscono le generazioni

in Generazione Z

Giovedì 11 Ottobre 2018 a Milano, in Foro Buonaparte 74, si è tenuta la presentazione del libro “Grossi Guai per El Dondina” del giornalista-scrittore Flavio Maestrini.

L’incontro si è svolto presso lo Showroom Lualdi- Casalgrande Padana Creative Centre (sponsor dell’iniziativa) e ha visto la partecipazione di Riccardo Peroni, una delle punte di diamante nata all’interno “Piccolo teatro di Milano” per poi compiere una grande carriera come attore e doppiatore cinematografico.

Flavio Maestrini è stato editore, pubblicitario e giornalista milanese. Oggi è conosciuto come scrittore in Italia e all’estero grazie alla sua collana di racconti per bambini “Le avventure del cane mascherato” (tradotto in Inglese).  Egli è cresciuto a Milano, a metà tra due generazioni: quella dei suoi genitori che gli vietavano l’uso del dialetto e quella dei suoi nonni che vedevano nel dialetto un canale di comunicazione quotidiano; tra questi due fronti si è compiuta la formazione dell’autore che nonostante il tempo, si è sempre sentito legato alla sua tradizione linguistica. Conclusi gli studi, ha iniziato la sua carriera professionale, mantenendo costante l’attenzione verso le sue radici tanto da realizzare una raccolta di motti e detti milanesi dal titolo: “Per i milanes … anca arios (anche per quelli nati altrove)” che ha creato attraverso studi accurati di numerose fonti. Nel corso dei suoi approfondimenti si è imbattuto nella figura di Carlo Mazza, detto “El Dondina” (per via del suo modo di camminare “dondolante”) personaggio realmente esistito nella Milano risorgimentale e capo della squadra volante della città. Questo personaggio già protagonista nel primo romanzo dall’omonimo titolo: “El Dondina” uscito nel 2017, ritorna anche  quest’anno nel nuovo libro “Grossi Guai per El Dondina”.

Marca peculiare e distintiva è la lingua: la scelta di scrivere parte del testo nel “milanese parlato”, una sorta di traslitterazione del milanese scritto, che la rende comprensibile a tutti.

A fine presentazione Maestrini mi ha rivelato che il suo intento è anche quello di riavvicinare i giovani alle tradizioni locali;  il libro vuole rinsaldare un tratto culturale indispensabile per una comunità di parlanti con un passato e un futuro comuni.

Oggigiorno si percepisce la lingua italiana come un sistema linguistico più prestigioso rispetto al dialetto, ma non è affatto così. Tecnicamente la distinzione è solo geografica e numerica (il dialetto viene parlato da poche persone ed è locale), questo avviene perché ci si scorda che la nostra “lingua nazionale” in passato non era altro che un dialetto. Quindi quale sarebbe la differenza? Conoscere più idiomi è un allenamento costante per le nostre menti, utile per mantenerle sempre attive.

Niente più scuse e tutti a scuola di milanes!

@eldondina.it 

Una lingua diversa è una diversa visione della vita.

(Federico Fellini)

Un popolo comincia a corrompersi quando si corrompe la sua grammatica e la sua lingua.

(Octavio Paz)

Mi chiamo Alessia, sono nata e vivo a Saronno, ho 20 anni, qualche sogno nel cassetto e una gran voglia di ragionare con la mia testa. Sono una persona determinata e riflessiva, chi mi conosce mi descrive: “critica”, “persuasiva” ed “ambiziosa”. Il mio obiettivo a lungo termine? Diventare Giornalista d’inchiesta. Nel breve? Incuriosirvi.