Seguire le regole per essere liberi

in Varie ed Eventuali

Ciò che è successo durante l’evento di Sfera Ebbasta  a Carinaldo (AN), è stato un pugno nello stomaco per tutti.  In una discoteca stracolma:  Asia di 14 anni, Daniele di 16, Benedetta di 15, Mattia di 15 , Emma di 14 ed Eleonora, una mamma, di 39 anni, hanno perso la vita, in un fuggi fuggi, prodotto dalla stupidità di qualcuno e dall’avidità di altri. Alcune matrici a disposizione confermano infatti, che all’interno fossero presenti almeno il doppio di persone consentito e non sia stato possibile abbandonare il locale attraverso le uscite di emergenza.

Non mi riusciva proprio di stare zitta: quello successo a Corinaldo sembra essere una costante di tutti gli altri concerti di musica “trap”, l’obiettivo non sono i concerti blasonati dove la security è un lavoro e la musica è professione, scelgono  proprio un contesto e un pubblico fatto di quattordicenni che della vita ancora non sanno nulla, ma la respirano dai testi di un cantante che già idolatrano.

Ma chi è Sfera Ebbasta?

Gionata Boschetti, 26 anni, da Cinisello Balsamo, in arte Sfera Ebbasta, è un cantante pioniere in Italia di un genere, la trap che negli ultimi anni si è impadronito delle classifiche mondiali.

La trap, come genere, storicamente, così dice wikipedia, è legata alle narrazioni di storie di droga, le cosiddette “Trap House” infatti ad Atlanta erano proprio gli appartamenti dove la droga veniva tagliata e impacchettata. Storie dure che Sfera Ebbasta raccoglie e ripropone nei suoi versi fin dal principio in salsa milanese: “Un chilo nel baule, ah, per davvero/Cuscino senza piume, ah, per davvero/In giro tutto il giorno si, per davvero/Sotto i palazzoni, mmmh, per davvero/E ho mollato scuola si, per davvero/E ne fumo cinque all’ora si, per davvero/Mia mamma non lavora no, per davvero/E farò una rapina, rrrrahh, per davvero/I frà fanno le bustine, mmmh, per davvero/E poi le vendono in cortile, mh, per davvero/Fanculo alla madama, ah, per davvero/Scippiamo una puttana, si, per davvero”.

La materia prima  è questa, un’interpretazione che strizza l’occhio all’istigazione a due/tre reati del codice penale. Musicalmente si rispetta il minimalismo del genere e a me viene subito da chiedermi quale sia il confine tra il minimalismo e il vuoto.

Sulla questione è intervenuto Jovanotti, lanciando un appello a chi lavora nel mondo delle discoteche: “Io lavoro nei locali da quando ho 16 anni, ho cominciato nelle discoteche e quindi è la mia storia, è la mia vita, voglio semplicemente rivolgermi a chi lavora in questo ambiente, agli addetti ai lavori, ci sono tantissime leggi. Applicate queste leggi con più attenzione possibile. È l’unica cosa che possiamo fare”.

Mi sento di aggiungere che, anche imporre un orario di rientro notturno ai figli  minorenni ha un significato di tutela oltre che educativo; rispettare l’orario di rientro dato dai genitori significa abbracciare un modello familiare che deve essere capace di dire  “NO” quando necessario. La famiglia è una comunità e deve avere delle regole che ogni membro dovrebbe rispettare. Comunicare dove si va e quando si torna è una forma di correttezza e sicurezza per il nucleo familiare.

Cenerentola, nella corsa per rispettare l’orario di rientro, ha perso la preziosa scarpetta di cristallo; lei doveva rientrare entro mezzanotte.

Lorella. Saronnese dall’età di sei anni. Le mie giornate sono ritmate dalla duplice professione: mamma di due ragazze, e la gestione di contratti commerciali. Attraverso il blog vorrei iniziare un viaggio per conoscere insieme a voi, Saronno, i saronnesi e non solo. Benvenuti a bordo, levate le ancore, si parte!

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