UN PROGETTO PER IL RESTAURO DI PALAZZO VISCONTI DEL 2004 ANCORA ATTUALE (2/2)

in Cultura/Territorio/Vita Pubblica

Quale funzione per Palazzo Visconti una volta restaurato ?

Lo abbiamo chiesto all’architetto Andrea Bonetti che, nel 2004, quando era ancora uno studente alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, decise di dedicare la sua tesi di laurea allo studio di un progetto per la riqualificazione del Palazzo. Ecco la seconda parte della sua intervista.

Crede che Palazzo Visconti possa essere restaurato per qualsiasi tipo di funzione o ne escluderebbe qualcuna e in tal caso perché ?

All’epoca del progetto, circolava la voce che il Comune stesse valutando l’ipotesi di trasferire i suoi uffici a Palazzo Visconti, in seguito ad un intervento radicale di adeguamento. L’idea non ha poi avuto alcun sviluppo concreto, rendendo di fatto impossibile valutare eventuali progetti esecutivi.

Ritengo che non sia comunque possibile trasferire l’interezza degli uffici comunali negli spazi di Palazzo Visconti, anche a causa degli interventi di adeguamento tecnico e tecnologico che stravolgerebbero la struttura, con costi esorbitanti.

Anche l’utilizzo precedente, con assegnazione dei locali a varie associazioni, ha presentato problemi: una fruizione così eterogenea, parcellizzata, priva di un controllo unitario, ha condotto ad un progressivo degrado non solo delle facciate, ma anche degli spazi interni.

A mio parere Palazzo Visconti potrebbe prestarsi a sede di rappresentanza del Comune, magari ospitando gli uffici del Sindaco e degli assessori. Oppure come Centro Civico, recuperando i saloni e la corte ad un uso collettivo. E’ in ogni caso fondamentale che venga frequentato quotidianamente, poiché solo così è possibile garantire una manutenzione continua e di qualità. Assegnare il Palazzo ad un soggetto privato, tramite una convenzione con il Comune, potrebbe essere una soluzione alternativa alla precedente. In questo caso credo sia fondamentale che il soggetto in questione sia uno soltanto, e che a fronte dell’usufrutto gratuito si faccia carico del recupero funzionale, del restauro, e della conservazione dell’edificio. In quest’ottica potrebbe trovare utilizzo come spazio per eventi, per ristorazione di qualità, come sede di rappresentanza di fondazioni, comunque in grado di attrarre la frequentazione quotidiana di cui all’ipotesi precedente.

Sarebbe possibile e/o auspicabile secondo lei una riqualificazione per gradi (prima il cortile, …) ?

Ormai la vedo una soluzione poco praticabile. Sarebbe stato possibile all’epoca in cui ho elaborato il progetto, che appunto prevedeva come primo passo il restauro delle facciate e degli spazi di maggior rappresentanza, procedendo poi per gradi ad un recupero completo.

Oggi, trascorsi almeno tre lustri senza alcun intervento, l’unica soluzione praticabile è un intervento completo che interessi l’interezza della struttura.

Come secondo lei gli studi già fatti sarebbero un punto di partenza per la riqualificazione del Palazzo ?

Ogni studio, ogni proposta, ogni intenzione con accenti concreti può essere un punto di partenza.

45 anni al lancio di questo blog, dopo un'esperienza di 13 anni in una multinazionale delle telecomunicazioni, insegno Sistemi e Automazione Industriale nell'Istituto Tecnico Industriale cittadino. Ho una grande passione per la comunicazione e il marketing digitale. Ho scelto Saronno per costruire la mia famiglia e vorrei contribuire a farne la città che merita di essere.

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