• 190801_Robur_1.png
  • 190801_Robur_2.png
  • 190801_Robur_3.jpg

CALCIO FEMMINILE: CI HAI MAI DAVVERO PENSATO? È COOL

in Territorio/Varie ed Eventuali

Ci siamo appena accorti di quanto le donne siano brave a giocare a calcio durante i Mondiali (7 milioni e 300 mila gli italiani incollati allo schermo della tv per seguire una delle partite exploit) dove competenti squadre al femminile hanno sbriciolato in soli 90 minuti tabù, false credenze e convinzioni che escludevano le donne dai campi di pallone.

Il Mondiale di calcio femminile Francia 2019 ha fatto da termometro allo stato di salute del movimento globale confermando che tra le vecchie gerarchie c’è qualcosa di nuovo che si muove. L’Italia, eliminata ai quarti ma omaggiata al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è un esempio di movimento in rapida ascesa. Non l’unico e nemmeno il più eclatante tra club professionistici e giocatrici dilettanti per legge.

Il fenomeno del calcio al femminile è esploso già da qualche anno e le scuole fanno il pieno di iscritte ma a fronte di oltre 700.000 calciatori dai 5 ai 16 anni tesserati alla Figc (il 20% della popolazione per fascia d’età), ci sono 11.891 calciatrici della stessa fascia di età (0,4% della popolazione), attestano le statistiche Figc del 2017. Le tesserate Dilettanti (dai 14 anni in poi) sono invece 8.109, le tesserate ‘calcio a 5′ sono 2.693 e le Giovanili (primi calci, piccoli amici, pulcini, esordienti, giovanissime e allieve dai 5 ai 14 anni) sono 66.193 secondo i dati di LND (Lega Nazionale Dilettanti). A questi livelli le bambine spesso giocano ancora insieme ai maschi fino ad arrivare alla categoria Allievi. E’ a questo punto che si pone il problema: troveranno un club tutto al femminile o smetteranno di giocare perché non trovano una collocazione?

Intanto per abbattere le differenze di genere che interessano tutto il mondo calcistico – basti pensare che alla Coppa del Mondo di calcio femminile ci sono in palio 30.000 euro mentre per i mondiali maschili si parla di 150.000 euro – si mobilitano anche i social: il movimento #TheSameCup, ha appena lanciato una petizione su Change.org indirizzata alla FIFA affinché la Coppa del Mondo abbia identico valore per donne e uomini e dal tutto il mondo si stanno formando gruppi nazionali di raccolta firme. Dal canto suo il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha annunciato i primi di giugno da Parigi di avere destinato 500 milioni di dollari al calcio femminile per i prossimi quattro anni. Un budget che andrà a finanziare i programmi di sviluppo, la Coppa del Mondo e le gare Giovanili.

Intanto crescono le piccole calciatrici ultra motivate e le scuole calcio dei quartieri delle principali città italiana registrano il pieno di iscrizioni.

Un esempio è la rinomata ‘Roma Calcio femminile’ diretta dal secondo portiere della AS Roma Valentina Casaroli che nel 2013 aveva 5 iscritte. Sugli stessi campi adesso si allenano 130 bambine dai 7 ai 12 anni. “Tutte motivatissime e molto più ricettive dei maschietti perché le donne, per conquistare il campo da calcio, hanno dovuto prima vincere la loro partita a casa. I genitori delle calciatrici infatti, al contrario di quanto non accada per quelli dei maschi, sono dubbiosi e le accompagnano spesso sperando che si tratti di un capriccio da assolvere in un paio di allenamenti. Le ragazze però difficilmente appendono gli scarpini al chiodo” precisano entusiasti gli allenatori!

In Italia sempre più ragazze cominciano a giocare a calcetto per trovare un’alternativa più divertente alla solita attività sportiva da palestra.

COME COMINCIARE?

Ti diamo qualche dritta per capire cosa cercare esattamente e su quali aspetti concentrarti se vuoi dedicarti con passione a questo sport, allevare il tuo spirito di squadra e accrescere in te un sano agonismo.

  • Informati prima di tutto sulle strutture che organizzano squadre di calcio sul tuo territorio. Cerca da subito una realtà che risponda alle tue esigenze, che ti garantisca un ambiente tranquillo e familiare, nell’ottica di avvicinarti allo sport con un approccio genuino e divertente. Se poi il tuo obiettivo è trovare un’attività sportiva alternativa, cerca una situazione in cui l’agonismo della squadra non la faccia da padrone. Insomma, sei lì per trascorrere del tempo, allenarti e soprattutto divertirti.
  • Assicurati che ci sia un gruppo che ti possa accogliere senza farti sentire a disagio se non hai alcuna esperienza. È un momento di condivisione e di spirito di squadra, non l’occasione per sentirsi in competizione o in difetto. Controlla anche che la divisione non sia in funzione solo dell’età.
  • Non pensare solo al campo in cui allenarti, guarda anche le strutture che creano il contesto: gli spogliatoi o un bar dove ritrovarsi dopo l’attività sportiva. Il prima e il dopo fanno parte integrante della tua esperienza e trovare i luoghi ideali la rendono ancora più piacevole.
  • Ricordati, infine, di farti consigliare la giusta attrezzatura, dalle scarpe ai calzini fino ai parastinchi, e in breve tempo potrai parlare con cognizione di causa di fuorigioco e calci d’angolo.

Che ne dici? Pensi che sia uno sport che possa fare per te?

Lorella. Saronnese dall’età di sei anni. Le mie giornate sono ritmate dalla duplice professione: mamma di due ragazze, e la gestione di contratti commerciali. Attraverso il blog vorrei iniziare un viaggio per conoscere insieme a voi, Saronno, i saronnesi e non solo. Benvenuti a bordo, levate le ancore, si parte!

Ultime da Territorio

BUON NATALE !

Dolce di Natale molto goloso e raffinato, il tronchetto di Natale –
Vai a Inizio