2020: C come Coronavirus. No, M come Musica.

in Cultura

La prolungata routine domestica si sta rivelando occasione di letture di ogni genere, mi sto sforzando di smaltire la pila di libri e giornali accumulatasi sul comodino che in un qualche momento ho iniziato a leggere e non ho terminato. Ma oggi ad attirare la mia attenzione fino a spingermi a scrivere questo articolo, è stato il post che Marco, di Saronno, ha pubblicato su Facebook, dove rievoca un gruppo musicale di cui ha fatto parte: i Maxophone. I Maxophone sono stati un gruppo di rock progressivo italiano degli anni settanta, che si sciolse e si riformò alla fine degli anni duemila. La registrazione del loro primo album omonimo uscì alla fine del 1975: fu un ensemble innovativo per l’epoca dove varie tendenze musicali come il Rock l’R&B, il Folk e la musica classica venivano fuse insieme. Negli anni successivi ci furono grandi cambiamenti sia nell’ambito musicale che in quello strutturale delle case discografiche. L’arrivo di una musica di grande consumo la “Disco” con la “La Febbre del Sabato Sera” fece da spartiacque e molti gruppi cessarono l’attività discografica.  Nel 2008 il gruppo si ricostituisce definitivamente: ai due membri storici Sergio Lattuada (tastiere e voci)  e Alberto Ravasini (voce tastiere e chitarre) i Maxophone 2.0 hanno aggiunto Marco Tomasini (chitarra e voci) Carlo Monti (batteria percussioni e violino)  e Marco Croci (basso e voci), formazione che darà vita  alla “Fabbrica delle nuvole”, (con debutto presso il Teatro Giuditta Pasta di Saronno),  album che vanta un importantissimo contributo “postumo” del grande poeta bolognese Roberto Roversi (autore dei testi degli album anni settanta di Lucio Dalla), che prima della sua morte, ha regalato ai compagni dei componimenti pensati come le liriche del futuro album, una delle migliori proposte del 2017 in campo progressive.

Il Progressive Rock in Italia è giunto con due anni di ritardo rispetto all’Europa, noi italiani siamo molto aperti alla cultura e alla creatività, lo dimostriamo nella moda, nell’architettura, nella pittura e in tutte le arti. La nostra storia è piena di geni e di conquistatori. Con questo carattere e voglia di creare, i nostri artisti musicali hanno sposato a pieno la causa sperimentale.

Questo genere musicale tratteggia uno degli episodi più importanti della musica leggera italiana, che ha riscosso successo anche oltre i confini nazionali, soprattutto con gli Area, gli Arti e Mestieri, il Banco del Mutuo Soccorso, i Goblin, Le Orme, i New Trolls, la Premiata Forneria Marconi, gli Osanna ed il Balletto di Bronzo. Il primo album con tracce di “progressivo” fu l’album Dies Irae dei Formula 3, prodotto in gran parte da Lucio Battisti e il primo lavoro progressive a godere di credito anche fuori dall’Italia, si ebbe nel 1971 con l’uscita di Collage, secondo LP delle Orme.  Nei primi anni settanta il genere musicale veniva chiamato più semplicemente “Pop Italiano”. Negli anni sono stati prodotti anche dischi “incompresi” in edizioni limitate, spesso più apprezzati all’estero. Questi dischi sono divenuti oggetto di culto per molti collezionisti del genere. Concludo soddisfatta la mia piccola ricerca e scopro che su PANORAMA.it (10 Aprile 2014), la giornalista Micol De Pas riporta in un suo articolo una classifica dei 100 migliori dischi del prog italiano stilata dal musicista discografico Mox Cristadoro, dove rientra il Gruppo dei Maxophone nome del sestetto saronnese. Per chi volesse ascoltare (tutto reperibile su Youtube), vi suggerisco:

  • il brano dall’Album Maxophone 1975 “C’è un paese al mondo”
  • dall’Album dei Maxophone intitolato Fabbrica delle Nuvole “Estate 41
  • per poi passare a: “Impressioni di Settembre” o “Celebration” della PFM
  • Gioco di Bimba” o Sguardo verso il cielo” del Gruppo LE ORME

Sempre sul profilo di Marco, apro il trailer di Julius (Julius è Giuseppe Chiriatti, compositore, arrangiatore tastierista e cantante di rock progress) che propone un  pezzo intitolato “Cut the Tongue” con la promessa: “Let him entertain you: here’s a sample from “Cut the tounge”, just a preview of the whole work soon available for all of you”.

#stayathome too!

 

Lorella. Saronnese dall’età di sei anni. Le mie giornate sono ritmate dalla duplice professione: mamma di due ragazze, e la gestione di contratti commerciali. Attraverso il blog vorrei iniziare un viaggio per conoscere insieme a voi, Saronno, i saronnesi e non solo. Benvenuti a bordo, levate le ancore, si parte!

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