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Alessia Sironi

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Alessia Sironi
Mi chiamo Alessia, sono nata e vivo a Saronno, ho 20 anni, qualche sogno nel cassetto e una gran voglia di ragionare con la mia testa. Sono una persona determinata e riflessiva, chi mi conosce mi descrive: “critica”, “persuasiva” ed “ambiziosa”. Il mio obiettivo a lungo termine? Diventare Giornalista d’inchiesta. Nel breve? Incuriosirvi.

AAA CERCASI MODELLI DI RIFERIMENTO A CUI ISPIRARSI

in Generazione Z
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Giovani, sono giovane.

Sempre più spesso ci viene richiesto un parere di natura politica; ci esortano a votare, seguire le regole, rispettare le leggi, essere cittadini attenti, coscienziosi, solidali. Chi detta le regole oggi si presenta come “un cittadino modello”, mentre agisce da “criminale”. Cosa si intende per buoni cittadini? Vuol dire essere un “Giano bifronte” che da un lato predica bene e poi si perde in vizi e contraddizioni?

Noi neo adulti recepiamo queste parole come espressioni vuote e inaffidabili. Parole pronunciate da chi vede in noi delle marionette, da chi  proclama che “i giovani sono (il) futuro”; queste persone, ogni giorno, guardano negli occhi il proprio figlio, per poi fare il marionettista indiscriminato nei confronti del prossimo. Tutto ciò per proteggere la loro realtà certa,  “le vecchie pratiche politico-sociali” che potrebbero essere minate da “teste pensanti” rischiando di mettere in discussione il loro status quo e la loro identità che a noi non piace!

Vorrei riflettere sulla parola identità nella sua accezione di consapevolezza di sé come individuo; noi siamo esseri umani (questa è la nostra identità base) e dobbiamo esserne coscienti. L’Essere umano ragiona, commette errori, è “umanitario” riferito a persona dotata di sentimenti filantropici, di amore per il prossimo.

Com’è possibile che le persone lo dimentichino? Oggi questo accade troppo spesso. Una delle cause sta anche nell’uso inappropriato dei social network che allontanano le persone anzichè ridurre le distanze. In questo mondo virtuale conta prevalentemente l’immagine determinata dal numero dei “like” e dei “follower”ottenuti, ossia in relazione a puri numeri. L’uomo è tornato ad essere un numero (che progresso rispetto al secolo dei genocidi!) che ottiene visibilità solo attraverso numeri digitali.

Questa è la società in cui viviamo, dove ogni battaglia si combatte dietro la linea del fronte, seguendo la logica della “guerra all’ultimo post”. Una guerra che diventa in tutto e per tutto insidiosa e incredibilmente vile perché con poche scritte, senza alcuna ponderatezza dei termini, si scredita l’altro davanti al mondo intero. L’uomo si sta robotizzando, sta perdendo le caratteristiche che lo contraddistinguono dalle sue scoperte, sta diventando simile ad una sua invenzione dimenticandosi di essere la migliore creatura che sia mai stata inventata.

Siamo esseri umani, non  macchine programmate ad hoc; sbagliamo e rimediamo, abbiamo sentimenti che ci influenzano e ci fanno compiere delle scelte, soprattutto nel momento in cui decidiamo chi merita il nostro sostegno. Per chi non avesse inteso: “noi giovani apparteniamo al genere  umano e per apprendere abbiamo bisogno di modelli che combinino mente e morale (evito la parola cuore, considerata sinonimo di fragilità). Perciò avanti gli audaci!

 

I dialetti uniscono le generazioni

in Generazione Z
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    Flavio Maestrini

Giovedì 11 Ottobre 2018 a Milano, in Foro Buonaparte 74, si è tenuta la presentazione del libro “Grossi Guai per El Dondina” del giornalista-scrittore Flavio Maestrini.

L’incontro si è svolto presso lo Showroom Lualdi- Casalgrande Padana Creative Centre (sponsor dell’iniziativa) e ha visto la partecipazione di Riccardo Peroni, una delle punte di diamante nata all’interno “Piccolo teatro di Milano” per poi compiere una grande carriera come attore e doppiatore cinematografico.

Flavio Maestrini è stato editore, pubblicitario e giornalista milanese. Oggi è conosciuto come scrittore in Italia e all’estero grazie alla sua collana di racconti per bambini “Le avventure del cane mascherato” (tradotto in Inglese).  Egli è cresciuto a Milano, a metà tra due generazioni: quella dei suoi genitori che gli vietavano l’uso del dialetto e quella dei suoi nonni che vedevano nel dialetto un canale di comunicazione quotidiano; tra questi due fronti si è compiuta la formazione dell’autore che nonostante il tempo, si è sempre sentito legato alla sua tradizione linguistica. Conclusi gli studi, ha iniziato la sua carriera professionale, mantenendo costante l’attenzione verso le sue radici tanto da realizzare una raccolta di motti e detti milanesi dal titolo: “Per i milanes … anca arios (anche per quelli nati altrove)” che ha creato attraverso studi accurati di numerose fonti. Nel corso dei suoi approfondimenti si è imbattuto nella figura di Carlo Mazza, detto “El Dondina” (per via del suo modo di camminare “dondolante”) personaggio realmente esistito nella Milano risorgimentale e capo della squadra volante della città. Questo personaggio già protagonista nel primo romanzo dall’omonimo titolo: “El Dondina” uscito nel 2017, ritorna anche  quest’anno nel nuovo libro “Grossi Guai per El Dondina”.

Marca peculiare e distintiva è la lingua: la scelta di scrivere parte del testo nel “milanese parlato”, una sorta di traslitterazione del milanese scritto, che la rende comprensibile a tutti.

A fine presentazione Maestrini mi ha rivelato che il suo intento è anche quello di riavvicinare i giovani alle tradizioni locali;  il libro vuole rinsaldare un tratto culturale indispensabile per una comunità di parlanti con un passato e un futuro comuni.

Oggigiorno si percepisce la lingua italiana come un sistema linguistico più prestigioso rispetto al dialetto, ma non è affatto così. Tecnicamente la distinzione è solo geografica e numerica (il dialetto viene parlato da poche persone ed è locale), questo avviene perché ci si scorda che la nostra “lingua nazionale” in passato non era altro che un dialetto. Quindi quale sarebbe la differenza? Conoscere più idiomi è un allenamento costante per le nostre menti, utile per mantenerle sempre attive.

Niente più scuse e tutti a scuola di milanes!

@eldondina.it 

Una lingua diversa è una diversa visione della vita.

(Federico Fellini)

Un popolo comincia a corrompersi quando si corrompe la sua grammatica e la sua lingua.

(Octavio Paz)

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