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Cristiana Dho

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Cristiana Dho
Milanese d'origine e saronnese d'adozione, consulente aziendale nell'ambito dei sistemi di gestione certificati, impegnata nel volontariato, amante dell'arte e mamma

NUOVA SCUOLA PRIMARIA RODARI: BANDO IN PILLOLE

in Cultura/Territorio/Vita Pubblica

DI COSA SI TRATTA
Interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica degli enti locali, adibiti all’istruzione scolastica statale.

DESCRIZIONE BANDO
In esecuzione del decreto interministeriale Ministro dell’economia e delle finanze (MEF), di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), 3 gennaio 2018 inerente la “Programmazione nazionale in materia di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.78 del 4 aprile 2018, della deliberazione della Giunta Regionale n. 7764 del 17 gennaio 2018 e dello schema di bando presentato nell’Osservatorio dell’Edilizia Scolastica dello scorso 7 marzo 2018 (nota MIUR 7409 del 20 marzo 2018), è emanato un Avviso finalizzato alla redazione del Piano Triennale regionale 2018-2020 per interventi di edilizia scolastica.

RISORSE DISPONIBILI
A seguito del rifinanziamento di cui alla Legge 28 dicembre 2015, n. 208, con Legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono state iscritte al capitolo 7106 dello Stato di previsione del MIUR ulteriori risorse pari a € 1,7 miliardi.

CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONE
Il contributo è a fondo perduto, per i Comuni non può superare l’80% dell’importo totale del progetto. Ogni Comune potrà presentare una sola domanda di contributo per autonomia scolastica.

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE (par 6.1 ALLEGATO A)
I punteggi per la formazione delle singole graduatorie 2018, 2019 e 2020, sono attribuiti alle domande risultate ammissibili all’Avviso, tenendo conto delle Priorità e della Qualità dei progetti.

  1. PRIORITÀ

I punteggi derivanti dalle priorità non sono sommabili tra loro. Qualora un progetto rientri tra più priorità, verrà attribuito al progetto il punteggio più favorevole.

  1. Interventi di adeguamento sismico, o di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti nel caso in cui l’adeguamento sismico non sia conveniente, ovvero di miglioramento sismico nel caso in cui l’edificio non sia adeguabile in ragione di vincolo di interesse culturale. 40 punti. Il punteggio viene determinato in 25 punti nel caso l’importo dei lavori di adeguamento sismico sia inferiore al 50% dell’importo del progetto.
  2. Interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture o conseguenti a prescrizioni degli enti competenti (ATS e/o Vigili del Fuoco) sulla sicurezza per garantire l’agibilità dell’edificio. 15 punti.
  3. Interventi finalizzati all’adeguamento dell’edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell’edificio. 15 punti.
  4. Ampliamenti e/o nuove costruzioni per soddisfare specifiche esigenze scolastiche. 10 punti.
  1. QUALITÀ DEI PROGETTI

I punteggi relativi alla qualità dei progetti sono sommabili tra loro.

a) Del livello di progettazione;
a.1) Progetto esecutivo (10 punti)
a.2) Progetto definitivo (5 punti)
a.3) Progetto fattibilità tecnica ed economica (ex preliminare) (2 punti)
a.4) Documento di fattibilità delle alternative progettuali (0 punti).

b) Del completamento dei lavori già iniziati e non completati per mancanza di finanziamento, misurato attraverso il rapporto fra il costo intervento di completamento e costo degli interventi già sostenuti;
b.1) Completamento mediante realizzazione di uno o più lotti funzionali appartenenti ad un progetto originale unitario già approvato ed in corso di esecuzione – percentuale del valore del lotto rispetto al valore del progetto complessivo (0,15 punti per ogni punto percentuale, o frazione di esso, fino ad un massimo di 7,5 punti).

c) Della valutazione della sostenibilità del progetto;
c.1) Intervento che non comporta consumo di suolo (5 punti);
c.2) Efficientamento energetico dell’edificio:

  • per edifici di nuova costruzione (5 punti se prevista una riduzione del valore di Eph finale almeno pari al 20% rispetto al valore di Eph limite, definiti entrambi ai sensi della dgr 8745/2008 e s.m.i.);
  • per edifici esistenti (1 punto per ogni classe energetica in più raggiunta con l’intervento, rispetto a quella relativa allo stato di fatto dell’edificio riportata sull’Attestato di Prestazione Energetica);
  • per edifici realizzati ad energia quasi zero nZEB (Nearly Zero Energy Building) (6 punti).

I punti c.2) non sono sommabili tra loro, qualora il progetto rientri tra più opzioni, indicare quello più favorevole.

d) Della dismissione di edifici scolastici in locazione passiva ovvero attuazione di piani di razionalizzazione della rete scolastica formalmente approvati dall’Ente per l’ottimizzazione e riorganizzazione del servizio;
d.1) Risparmio nei costi di gestione conseguente al rilascio di superfici in locazione (5 punti);
d.2) Attuazione di piani di razionalizzazione della rete scolastica formalmente approvati dall’ente per l’ottimizzazione e riorganizzazione del servizio (5 punti).

e) Degli ulteriori seguenti criteri:
e.1) Intervento di competenza di un comune nato dalla fusione di due o più comuni contigui la cui istituzione sia stata sancita ai sensi della legge regionale 15 dicembre 2006, n. 29 dall’anno 2015 (5 punti);
e.2) Quota di cofinanziamento da parte dell’Ente locale superiore al 20%
(0,5 punti per ogni punto percentuale, o frazione di esso, in più rispetto al 20%)
Nel caso si preveda una quota di finanziamento con risorse messe a disposizione dal GSE Conto Termico – incentivo per l’efficientamento energetico (es: impianti di climatizzazione, infissi, isolamento, nZEB, ecc) – l’Ente Locale dovrà indicare nel piano finanziario relativo all’intervento l’importo richiesto al GSE. L’Ente Locale terrà agli atti il fac-simile di Richiesta Concessione Incentivo, generato sul Portale del GSE al momento dell’inserimento dei dati relativi agli interventi. Come previsto dal GSE il rilascio del contributo è subordinato all’accatastamento dell’immobile e alla presentazione di diagnosi energetica prima e dopo l’intervento. Nel caso in cui il GSE non sostenga l’intervento con un proprio contributo, questo rimane a carico del richiedente.
e.3) Possibilità di utilizzo extra-scolastico degli spazi (8 punti);
e.4) Polifunzionalità e interoperabilità degli spazi scolastici che garantiscano un’innovazione didattica anche attraverso la sperimentazione di nuovi ambienti e modelli di apprendimento (10 punti);
e.5) Eventuale coinvolgimento di investitori privati (non rientrano in tale casistica gli interventi realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione) – percentuale dell’intervento a carico dell’investitore privato (0,25 punti per ogni punto percentuale, o frazione di esso);
e.6) L’intervento è stato oggetto di progettazione partecipata – (3 punti);
Per esempio nella redazione del progetto ci si è avvalsi di comunicazioni, interviste di gruppo e/o di incontri con i portatori di interesse (scuola, famiglie, corpo docente e preside, nonni, ecc.) condividendo il progetto oppure si è stati affiancati da università che hanno già sperimentato/utilizzato tale metodologia. Indicare esplicitamente nella domanda di contributo le azioni che verranno intraprese per la progettazione partecipata.
e.7) Ricorso ad azioni di Responsabilità Sociale di Impresa (RSI) tramite il coinvolgimento di imprese del territorio nella realizzazione del progetto di edilizia scolastica – (3 punti).
Le azioni di responsabilità sociale di impresa devono prevedere il coinvolgimento di imprese che contribuiscono al progetto di edilizia scolastica. Esempi di azioni: Fornitura di arredi, complementi di arredo, computer, materiali tecnologici ecc.; convenzioni con la scuola per tirocini o per progetti di alternanza scuola lavoro, percorsi di formazione destinati ai docenti o studenti, accordi per sponsorizzazioni eventi culturali, di formazione, ecc., volontariato d’impresa. Indicare esplicitamente nella domanda di contributo le azioni che verranno intraprese di Responsabilità Sociale d’Impresa.

IN CASO DI PARITÀ DI PUNTEGGIO
Sarà data priorità ai progetti nel seguente ordine:

  1. Interventi che interessano edifici siti in comuni montani;
  2. Interventi in piccoli Comuni della Lombardia classificati con livello di svantaggio “medio” ed “elevato”;
  3. Maggiore popolazione scolastica beneficiaria dell’intervento;
  4. Ordine cronologico di presentazione della domanda.

A che punto siamo con la “nuova scuola” Gianni Rodari?

SCUOLA PRIMARIA RODARI: DATI APPROVAZIONE PIANO REGIONALE PUBBLICATO IL PRIMO AGOSTO 2018

in Cultura/Territorio/Vita Pubblica
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Programmazione nazionale in materia di EDILIZIA SCOLASTICA per il TRIENNIO 2018-2020 – EMANAZIONE AVVISO PER LA RACCOLTA DEL FABBISOGNO DI INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA
DECRETO N. 5792 DEL 23/04/2018 ATTO N. 307

Partiamo dalle tempistiche del Bando:
Data di APERTURA: le domande possono essere presentate a partire dal giorno 30 aprile 2018.
Data di CHIUSURA: le domande devono pervenire entro il termine perentorio del 10 luglio 2018, ore 16:30.
VALUTAZIONE E APPROVAZIONE GRADUATORIA: entro il 2 agosto 2018

DATA AVVISO EFFETTIVO: 01/08/2018, Decreto n. 10923 del 25/07/2018 Atto n. 562
AVVISO PER LA RACCOLTA DEL FABBISOGNO DI INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA, IN ATTUAZIONE DELL’ART. 10 DEL D.L. 12 SETTEMBRE 2013, N. 104 – APPROVAZIONE PIANO REGIONALE TRIENNALE 2018-2020: ANNUALITA’ 2018 E FABBISOGNO 2019-2020

L’avviso è stato pubblicato sul sito internet della Regione Lombardia nella sezione Servizi e informazioni/Enti e Operatori/Edilizia Pubblica/ Edilizia scolastica e universitaria.
Nell’Allegato A “Piano 2018 Comuni” Saronno non risulta tra le 189 scuole ammesse per il 2018: la domanda è stata valutata e non ha ottenuto parere favorevole a procedere con l’erogazione del contributo richiesto per l’anno 2018, ciò significa che l’Amministrazione di Saronno è costretta ad aspettare una nuova valutazione per il biennio 2019-2020.

Analizzando i dati dell’Allegato A relativo al 2018 otteniamo le seguenti informazioni:

  1. CONTRIBUTI APPROVATI PIANO 2018
  • sono stati approvati contributi pari ad un importo complessivo di € 209.472.693,12
  • per il 2018 erano stati allocati € 300.556.388,21 quindi € 91.083.695,09 rimangono in sospeso
  • il contributo approvato più alto è pari a € 13.213.609,06 per una scuola di Inveruno (MI)
  • il contributo approvato più basso è pari a € 55.000 per una scuola di Gorgonzola (MI).
  1. ANALISI PER PROVINCE REGIONE LOMBARDIA
  • la provincia che riceverà i contributi maggiori sarà Brescia (circa 50 mln€), seguita da Milano (circa 45 mln€), Bergamo (circa 28 mln€) e in quarta posizione Varese con circa 15 mln€ che corrispondono al 7% del contributo totale approvato per il 2018
  • la provincia di Brescia è la prima in classifica anche per il numero totale di plessi coinvolti (40), seguita da Bergamo (30) mentre in terza posizione troviamo Varese con 20 plessi.
  1. ANALISI PER TIPOLOGIE DI INTERVENTO
    Nell’Allegato si fa riferimento a cinque diverse tipologie di intervento così denominate: A – B – C – D – E
  • 124 plessi, pari al 66% del totale (189 ammessi), saranno soggetti ad intervento di tipo A con un contributo complessivo di € 169.396.190,99 (pari al 81% del totale)
  • 24 plessi interventi di tipo E, come la scuola primaria di Gorgonzola (MI), con un contributo complessivo di circa 12 mln€
  • 15 plessi interventi di tipo D (contributo di circa 18 mln€), 14 plessi interventi di tipo B (contributo di 6 mln€) e 12 plessi interventi di tipo C (contributo di circa 4 mln€).
  1. ANALISI PER PUNTEGGIO OTTENUTO
  • punteggio massimo pari a 104 punti per una scuola di Chiari (BS) – intervento di tipo A
  • punteggio minimo pari a 11 punti per una scuola di Monte Isola (BS) – intervento di tipo E
  • punteggio medio generale dei 189 plessi pari a 56,66 punti
  • per interventi di tipo A, come quello previsto per la Rodari, il punteggio medio è pari a 67, il punteggio massimo è 104 e il minimo pari a 30
  • 42 plessi hanno ottenuto un punteggio in fascia 6 (da 50,5 a 60)
  • 29 plessi sono in fascia 5 (da 60,5 a 70 punti), 28 plessi in fascia 4 (da 70,5 a 80 punti) e 26 plessi in fascia 7 (da 40,5 a 50 punti) e 23 plessi un punteggio superiore a 80.

Come dicevamo, la scuola primaria Gianni Rodari è riportata nell’Allegato C “PIANO REGIONALE TRIENNALE 2018-2020: FABBISOGNO ANNUALITÀ 2019-2020” alla posizione n. 200 (ordine alfabetico per Comune). Dall’Allegato si raccolgono le seguenti informazioni:

  • ID RICHIESTA N. 195
  • TIPOLOGIA INTERVENTO A
  • POP 2019
  • CONTRIBUTO RICHIESTO €4.000.000
  • COSTO TOTALE €5.000.000

Rimangono da capire nel dettaglio cosa si intende con INTERVENTO A – costruzione ex novo? – e con POP 2019. La storia “senza fine” della nuova scuola Rodari rimane al momento in sospeso in attesa di aggiornamenti da parte di Regione Lombardia. Speriamo nel 2019 e con una happy end… I bambini, le loro famiglie e tutta la cittadinanza saronnese se lo meritano.

Volete saperne di più sul Bando? Eccolo in PILLOLE:
DI COSA SI TRATTA
DESCRIZIONE BANDO
RISORSE DISPONIBILI
CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONE
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE

  • PRIORITÀ
  • QUALITÀ DEI PROGETTI

IN CASO DI PARITÀ DI PUNTEGGIO

Qual è il PUNTEGGIO ottenuto dalla scuola Rodari di Saronno? Cercheremo di saperlo.

LA PRIMA PIETRA D’INCIAMPO A SARONNO: PER NON DIMENTICARE

in Cultura/Territorio/Vita Pubblica
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La prima pietra d’inciampo a Saronno, per ricordare il saronnese Pietro Bastanzetti, deportato politico, arrestato in fabbrica a Milano il 17 marzo 1944 perché rappresentante della “commissione interna” e promotore degli scioperi del dicembre 1943 e del marzo 1944.

In quell’anno Pietro era sposato con Agnese, era padre di Giancarlo di nove anni e Maurizio di sei anni e tutti insieme vivevano a Saronno in via Ramazzotti 12, dove oggi viene depositata la pietra d’inciampo.

Dopo l’arresto Pietro, allora 43 anni, viene portato in carcere a Milano e tre giorni dopo trasferito a Bergamo; qui la moglie e i figli riescono a fargli visita due volte, incontri molto brevi e sotto sorveglianza armata. Nei giorni di detenzione Pietro scrisse una lettera alla sua amata Agnese e una lettera ai suoi cari figli, troppo piccoli per comprendere ciò che stava accadendo.

Il 5 aprile Pietro parte per il suo viaggio senza ritorno, diretto al campo di concentramento di Mauthausen in Austria: la sua matricola è 61562. Viene trasferito nel sottocampo di Gusen I per lavorare in condizioni di schiavitù, ammalandosi lentamente e riducendosi in condizioni pietose per la fame, lo sfinimento e le percosse. La sera del 1 giugno 1944, dopo nemmeno due mesi dal suo arrivo, Pietro sta molto male: due compagni lo portano in infermeria per le cure ma viene buttato fuori a calci e pugni perché ha solo 39,5 di febbre. La mattina seguente i due rivedranno Pietro sul mucchio di cadaveri posto davanti al forno crematorio…

Pietro Bastanzetti nato nel 1901 e assassinato nel 1944.

Colui che aveva arrestato Pietro venne processato nel mese di marzo del 1946 a Milano in corte d’Assise e condannato a 8 anni e 4 mesi. Tre mesi dopo in Cassazione a Roma ci fu la falsa testimonianza dei suoi superiori fascisti: essi sostennero che questo commissario di Pubblica Sicurezza dell’Ufficio Politico Investigativo della questura di Milano, in realtà era stato negligente perché avrebbe dovuto arrestare Pietro nel dicembre del 1943 e invece l’aveva arrestato solo nel marzo del 1944, quando non poteva più farne a meno. Spiegarono sotto giuramento che il commissario avrebbe dovuto arrestare 2.000 antifascisti e invece ne aveva arrestati e mandati a crepare nei campi di sterminio solo 200. Per la Cassazione costui era stato una specie di collaboratore della Resistenza e venne perciò immediatamente riconosciuto innocente, scarcerato e reintegrato nelle sue funzioni con tanto di arretrati pagati.

Le vedove, gli orfani e i deportati non hanno di certo ricevuto lo stesso favorevole trattamento.

In Italia, nonostante siano stati 44.500 i deportati nei campi nazisti, si parla quasi esclusivamente, e molte volte esclusivamente, degli 8.500 ebrei dimenticando, o volutamente ignorando, i 36.000 deportati politici.

Giancarlo, il primogenito, una volta adulto ha cercato in tutti i modi di portare a compimento l’opera iniziata dal padre e per questo si è dedicato, anima e corpo, all’informazione, alle visite guidate al campo di concentramento e alle iniziative per tenere viva la memoria dell’orrendo capitolo della storia vissuta in quegli anni.

Maurizio, il secondogenito, ha vissuto il dolore della perdita del padre nella sua intimità.

Un deportato sopravvissuto di Sesto San Giovanni, Mario Taccioli, ripeteva con grande passione: “la Resistenza non è compiuta”.

“Che piaccia o che non piaccia aveva ragione. I nostri morti sono morti sognando libertà e giustizia. Erano parole semplici ma estremamente chiare nella loro mente. Non sono morti per questa Italia volgare, cialtrona, cafona, infingarda. Non sono morti per questa Italia. I nostri morti aspettano ancora. Lasciatemelo dire: hanno già aspettato troppo, per nostra vergogna”, queste le parole di Giancarlo.

Oggi anche Giancarlo e Maurizio ci hanno lasciato, affidando il compito di “ricordare” ai loro figli Maria, Pietro, Lorenzo e Francesca e ai loro nipoti Matteo, Cecilia, Emma, Davide, Luca, Tommaso, Edoardo, Francesco, Giacomo, Bartolomeo, Rebecca e Margherita.

Il bisnonno Pietro scrisse alla moglie: “Ti raccomando alleva i nostri figli secondo lo spirito di suo padre, siano essi sani di corpo e di mente, buoni con tutti, colti, caritatevoli e difensori dei miseri, onesti in ogni loro azione, tenaci nella loro idee”. Agnese ha compiuto il volere del suo caro marito: i loro insegnamenti e i loro valori vivono oggi nei cuori dei loro pronipoti.

Chi ha rubato l’Albero di Natale?

in Cultura/Territorio
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La tecnologia arriva anche tra gli Alberi di Natale quest’anno: miliardi di luci che riempiono di magia le piazze italiane.

Ma a Saronno cosa è successo? Sarà una prima prova tecnica quella installata in Piazza Libertà, vero? Mi raccomando…

Violenza sulle Donne: STOP

in Varie ed Eventuali
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    Passi di donna - Viviana Graziani
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Gli anniversari aiutano a fermare l’attenzione, a far sì che alcuni temi, e le emozioni ad essi connesse, non entrino in un automatismo che ce li faccia decodificare come “norma”.

Ho voluto confrontarmi con un’amica, madre di un figlio maschio e di una figlia femmina, che mi ha raccontato il proprio vissuto e il suo pensiero su questo tema così complesso e purtroppo attuale:

“Sono una madre e mi sono chiesta cosa favorisca un futuro che veda i miei figli autonomi, fisicamente e psichicamente, e capaci di un AMARE SANO. E mi rispondo: un amore VERO nasce prima di tutto da parte di chi li ha voluti al mondo, intendendo, con questo, un amore che, se pur imperfetto com’è l’amore umano, li confermi nella loro UNICITÀ, sappia tifare per i loro desideri, li sostenga nei momenti di difficoltà, favorisca la libera espressione di sé e, soprattutto, li ALLENI A DIALOGARE con le DIFFERENZE, dentro e fuori di sé.
Un amore, prima di tutto, testimoniato da un MONDO ADULTO che sappia assumersi la responsabilità dei propri atti e della proprie parole. Spesso ci si preoccupa di rassicurare i figli in merito alla propria uguaglianza ma è la famiglia il primo luogo che deve saper NOMINARE LA DIFFERENZA, una differenza che non solo non va negata ma è FONTE DI GRANDE VALORE. La differenza aiuta a visualizzare “l’altro”, allena al RISPETTO, muove desideri, apre interrogativi, inaugura progetti accrescendo la conoscenza di sé e del mondo. Proprio la differenza permette il “guardarsi” favorendo quella DISTANZA UTILE al vero confronto ed è soprattutto il buon incontro di differenze – ricordiamoci che le prime sono proprio il maschile e il femminile – che può generare narrazioni trasformative e aprirci al DONO DELLA RELAZIONE.”

Al termine di questa riflessione siamo rimaste qualche minuto in silenzio… in rispetto alle 106 donne vittime di femminicidio nel 2018.

Oggi, come ieri, siamo ancora molto lontane dall’obiettivo di annullare questo crimine: quasi 50.000 donne quest’anno hanno denunciato casi di maltrattamenti ai centri antiviolenza e nella quasi totalità degli eventi il carnefice è l’uomo che pensavi essere colui che ti amava, che si prendeva cura di te incondizionatamente. La problematica del femminicidio interroga in primis la coscienza maschile e la sua identità profonda in quest’epoca di crisi, un’identità che ci si auspica portatrice di una nuova autorevolezza in antitesi con un modello prevaricatore e aggressivo a supporto di una presunta superiorità di genere:

  • nel mondo del lavoro le discriminazioni di genere si traducono in poca presenza delle donne ai vertici aziendali, in stipendi in media più bassi del 20% rispetto a quelli degli uomini che rivestono lo stesso ruolo e in azioni di demansionamento, licenziamento e mobbing nei casi in cui la donna diventa mamma
  • nel mondo del consumismo la donna viene usata come oggetto per la pubblicità di un prodotto
  • l’abuso del potere istituzionale fa credere ad alcuni uomini di potersi permettere di “provarci” senza freni essendo la donna la parte debole che non può opporsi
  • nella sfera domestica l’uomo che lavora, che mantiene la famiglia, è convinto che tutto ciò che riguarda la gestione della casa e dei figli sia completamente a carico della donna, indipendentemente dalla propria condizione di casalinga o di lavoratrice.

Questi esempi ci permettono di riflettere e di capire ancora una volta quanto siamo purtroppo lontani dalla costruzione di una RELAZIONE SANA tra un uomo e una donna, adulti che avrebbero il dovere di crescere i propri figli in un ambiente sereno, gentile, costruttivo e sicuro. Al contrario, nei casi di violenza, anche i bambini diventano testimoni di una relazione malata subendone tutta la sofferenza, il terrore, la solitudine e l’assenza che ne deriva, bambini che vivendo ogni giorno questo stile di vita possono potenzialmente diventare i violenti di domani. Come possiamo accettare tutto ciò? Che adulti siamo diventati?

Concludo, insieme alla mia amica, con questa riflessione regalandovi le bellissime parole di Simone De Beauvoir, augurandoci che possano essere una “possibilità” a cui guardare con grande speranza: “Il giorno in cui per la donna sarà possibile amare non nella sua debolezza ma nella sua forza, non scappare da se stessa ma trovare se stessa, non annullarsi ma imporsi, quel giorno l’amore diventerà per lei, come per l’uomo, una fonte di vita e non di pericolo mortale”.

Ambiente: elemento essenziale del progetto educativo nella scuola (parte 2)

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    FIERA INTERNAZIONALE DESIGN SCUOLE

Qual è la situazione delle scuole a Saronno?

Non così rosea soprattutto nelle strutture statali e comunali. Vi parlo dei plessi che fanno parte dell’Istituto comprensivo statale Ignoto Militi che comprende la scuola dell’Infanzia Collodi e la scuola prima Rodari in zona Prealpi, la scuola primaria Ignoto Militi in zona Comune e la scuola secondaria di primo grado Bascapè in zona via San Giuseppe. Gli edifici sono di proprietà del Comune di Saronno e sono stati costruiti più di cinquanta anni fa. In tutti questi anni le opere di ristrutturazione si contano sulle dita di una mano: un esempio su tutti la situazione della scuola primaria Rodari che nasceva con l’obiettivo che dovesse essere ricostruita dopo cinque anni ed è ancora lì in attesa che questo sogno si concretizzi. Negli ultimi mesi l’Amministrazione comunale ha fatto alcuni passi avanti predisponendo il progetto della nuova scuola su carta considerando effettivamente tutti i criteri e le caratteristiche richieste dall’edilizia scolastica di oggi, con l’obiettivo di rispondere fattivamente alle teorie pedagogiche descritte. Il vincolo, come capita spesso, è la risorsa economica (si stimano circa 5 milioni di euro di investimento): per questo il Comune ha partecipato ad una richiesta di finanziamento tramite bando. I tempi sono lunghi e perciò è necessario attendere almeno la fine dell’anno per conoscerne l’esito. E intanto? I bambini vivono la loro attuale scuola nella mediocrità di aule vecchie nelle quali non è possibile installare alle pareti le lavagne LIM perché non ne sopporterebbero il peso, bagni ingiudicabili, come pure nella scuola Bascapè, locale mensa chiassoso, caloriferi che scoppiano. È evidente che in questo caso l’ambiente non rispecchia le caratteristiche di piacere, agio e di fonte di emozioni se non quelle poco piacevoli.

Alla scuola dell’Infanzia Collodi la situazione dello stabile è molto simile: anche in questo caso proprietario è il Comune che risponde alle varie problematiche con i suoi lunghi tempi. La nota positiva è stata l’aggiudicazione di un bando di circa 90 mila euro che è servito per la sostituzione di infissi, finestre e porte esterne nell’intero edificio. D’altro canto nella scuola sono presenti gli arredi acquistati più di quaranta anni fa, a parte una donazione di alcuni tavolini una decina di anni fa, e quindi si può immaginare il loro stato: alcuni armadietti, usati dai bimbi per riporre gli oggetti personali, sono in piedi per miracolo, alcuni tavoli hanno il piano di lavoro rotto, nelle sezioni mancano alcuni scaffali per riporre il materiale didattico e una libreria per creare uno spazio decoroso per il progetto “Biblioteca Collodi”. Purtroppo ci sono anche problematiche più pesanti: durante la stagione delle piogge si verificano infiltrazioni importanti di acqua nell’aula insegnanti e in alcune classi mentre nelle stagioni calde le sezioni esposte al sole e il locale mensa raggiungono temperature insopportabili per i bambini e per il personale. L’amministrazione comunale è stata avvisata, ha preso in carico le problematiche tuttavia, come spesso succede, non sono chiari i piani di intervento e le tempistiche. Intanto il disagio c’è e viene vissuto quotidianamente dai bambini e dal personale della scuola.

Si cerca di mettere qualche toppa alle mancanze nella gestione dell’ambiente in cui vivere il tempo scuola con la buona volontà e la disponibilità delle famiglie: per questo, e non solo, nel maggio del 2016 un gruppo di genitori, in accordo con le maestre, ha deciso di dare vita all’Associazione Collodi. Le attività procedono e i progetti, che hanno l’obiettivo di migliorare con continuità il benessere dei bambini, sono sempre molteplici; ritengo tuttavia che l’Amministrazione comunale abbia il dovere morale di investire negli ambienti scuola nei quali stanno crescendo i cittadini di domani, il nostro futuro.

Ambiente: elemento essenziale del progetto educativo nella scuola (parte 1)

in Territorio
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    Scuola finlandese
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Progettare lo spazio di una scuola dovrebbe essere un processo che richiede grande creatività non solo pedagogica e architettonica, ma anche sociale, culturale e politica. Dal punto di vista pedagogico, la scuola deve offrire un ambiente che favorisca l’apprendimento in accordo alle nuove teorie pedagogiche. Oggi il tradizionale metodo d’insegnamento basato sulla trasmissione delle conoscenze è ormai superato; si enfatizza, invece, l’apprendimento come un processo attivo e costruttivo nel quale ogni bambino ha il ruolo di “protagonista”. Di conseguenza, l’istituzione scolastica non viene vissuta come un luogo di riproduzione e trasmissione del sapere, ma come spazio di creatività. È indispensabile, allora, che l’ambiente sia organizzato in base alle necessità dei bambini, ricco di materiali e proposte per realizzare esperienze concrete, per attuare un processo di sviluppo nelle forme del fare, sentire, pensare, agire, esprimere, comunicare, uno spazio che favorisca lo sviluppo fisico, intellettuale, emotivo e sociale, delle abilità cognitive, pratiche e creative. In tal caso deve assomigliare di più a laboratori, atelier, aule fornite di materiali, attrezzi, apparecchiature che permettano adattamenti, trasformazioni, costruzioni, indagini, giochi e apprendimenti. Nella convinzione che la qualità degli spazi vada di pari passo con la qualità dell’apprendimento, il pedagogista Malaguzzi definì lo spazio come “terzo educatore”, insieme a insegnanti e genitori: il bambino non apprende in conformità a quello che gli viene insegnato ma mediante l’impiego delle risorse cognitive di cui ѐ dotato.

Per questo motivo bisognerebbe promuovere continui investimenti sull’ambiente scuola collegando i progetti architettonici e quelli educativi.

E qual è la situazione delle scuole a Saronno?

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