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Egle Prada

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Egle Prada
Da sempre insegno e mi piace quello che faccio ma non posso negare che avere tanti interessi sia un incentivo per voler pensare a Saronno, la mia città, come quella che tutti vorrebbero propria.

NON C’É DUE SENZA TRE …

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Il terzo libro di chi ama cucinare.

Sabato 5 settembre 2020 alle ore 17 nell’Auditorium della Scuola Aldo Moro di Saronno in Viale Santuario 13 verrà presentato “TUTTI POSSONO CUCINARE”,  terza raccolta di ricette di Franco Parisi che si definisce un semplice appassionato di cucina, accompagnato dalla straordinaria partecipazione dello chef Carlo Carpani detto “il cuoco pittore”.

Ma Franco Parisi è molto di più, non solo nella prestanza fisica ma anche nel saper essere tanto coinvolgente mentre racconta come nascono le sue creazioni culinarie.

Sono piatti presentati come opere d’arte sia per la ricerca nella qualità degli ingredienti utilizzati, sia per l’attenzione mostrata nell’ impiattamento che tanto sa stimolare i sensi.

Questo suo nuovo lavoro è frutto dell’amore consolidato per la buona cucina: è suddiviso in diverse sezioni dall’antipasto al dolce, ma si trovano anche ricette di piatti della cucina internazionale.
Interessanti sono le indicazioni date per preparare cibi provenienti dall’antico Egitto e dall’antica Roma, che hanno visto Franco capace di interpretare quali fossero gli ingredienti usati ai tempi tradotti in quelli attuali.

C’é anche la sezione dedicata alla produzione casalinga di prodotti come bresaola, pancetta, lonzino, l’immancabile pasta, cioè quei prodotti che è bene avere sempre a portata di mano per salvare “il pasto” tornando a casa dopo una giornata di intenso lavoro.
In più, “Tutti possono cucinare” verrà presentato in una versione innovativa anche per chi ne vorrà fare un regalo.
Una sorpresa al passo con i tempi!

L’importanza di questa presentazione è lo scopo benefico che fa da supporto: raccogliere fondi per l’ASSOCIAZIONE FILO D’ORO che, da oltre cinquant’anni, si prende cura di portare aiuti concreti a persone sordocieche e pluriminorate sensoriali.

È un appuntamento da non mancare, sarà un modo per trascorrere un buon pomeriggio e dimostrare attenzione e solidarietà a chi è meno fortunato.

Ti aspettiamo nel totale rispetto delle norme sicurezza #covid_19.

L’ARTE PASTICCERA A SARONNO

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Le eccellenze e le bellezze della nostra Città si mantengono nel tempo grazie al lavoro artigianale fatto di passione, esperienza, costanza, impegno quotidiano ed è lusinghiero sapere che attraverso i mass media nazionali, martedi mattina 18 febbraio, abbiamo potuto conoscere la professionalità dell’arte pasticcera.

Seguendo la tradizione di famiglia, Vittorio Mantegazza titolare della Pasticceria Nord in Piazza Cadorna a Saronno porta avanti l’attività artigianale di pasticcere imparata dal padre Pino il quale, dopo aver affiancato il fratello, apre nel 1972 l’attuale negozio.

L’ abilità perfezionata con la frequenza di corsi professionali e l’attenzione prestata per andare incontro ai gusti dei clienti, portano Vittorio a rendere unica la sua ricetta per preparare il famoso amaretto morbido, dall’ avvolgente e intenso sapore di mandorle.

L’ingrediente fondamentale è dato dalle mandorle amare, le armelline, costituite dal seme interno dell’albicocco, del nocciolo e del pesco a cui vanno aggiunte mandorle e zucchero.
Dopo aver ridotto in polvere gli ingredienti si mescolano gli albumi, la giusta quantità di fruttosio che, per le sue proprietà , rende l’impasto morbido e si completa l’impasto con un cucchiaio di miele.
Con il sac à poche si dispongono gli amaretti sulla teglia, si ricoprono di zucchero in granella e si infornano per 20 minuti a 180/190 gradi.
A cottura ultimata gli amaretti vanno incartati a coppie nella famosa velina, dando la forma a caramella.

Dopo averli mangiati va ricordato di dar seguito alla tradizione e bruciare la velina che, volando verso l’alto, porta a tutti fortuna con in bocca il particolare sapore agrodolce.

Un piccolo suggerimento da intenditore: gustate l’amaretto accompagnandolo con un liquore o se preferite con il caffè .
Così se ne esalta la bontà!

BUON NATALE !

in Dolcemente/Territorio
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Dolce di Natale molto goloso e raffinato, il tronchetto di Natale – Bûche de Noël – ha origini antiche.

Composto da un soffice rotolo di pasta biscotto farcito con crema e finemente decorato, ricorda l’antico ceppo di legno che bruciava nei camini durante la notte della Vigilia e riuniva tutta la famiglia in attesa del Natale.

Ingredienti:

5 uova, 70 gr di zucchero, 40 gr. di amido di mais, 15 gr di cacao amaro, 25 gr di farina di cocco, 70 gr di olio di semi di girasole, 500 ml di panna da montare zuccherata, 250 gr di crema di nocciole o 250 gr di marmellata di albicocche, 1 filetta di vaniglia.

Procedimento

Prepariamo la pasta biscotto montando a neve ferma gli albumi, aggiungere lo zucchero mescolando lentamente dall’alto verso il basso. Incorporare uno per volta i tuorli, l’olio e le polveri e per ultimo l’aroma di vaniglia. Versare il tutto sulla teglia rettangolare ricoperta con carta da forno e far cuocere per 15 minuti a 170° in forno ventilato.

Nel frattempo preparare la farcia montando la panna già zuccherata a cui aggiungiamo la farina di cocco.

Sulla pasta biscotto lasciata raffreddare, spalmare la crema di nocciole o, in alternativa, la marmellata di albicocche e metà della farcia.

Arrotolare la pasta biscotto e riporla in frigorifero per un’ora e mezza circa.

Infine ricoprire i lati del tronchetto con la panna rimasta,  simulare le nervature del legno con i rebbi di una forchetta, spolverare con zucchero a velo e aggiungere le  decorazioni di pasta di zucchero.

Con i nostri migliori auguri di BUON NATALE !

Ricetta gentilmente offerta da PASTICCERIA NORD – Saronno –

 

MAIL ART IN MOSTRA 50°ANNIVERSARY WOODSTOCK

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Si è conclusa venerdì 22 novembre 2019 la tre giorni di Mail Art Exibition – 50° Anniversary Woodstock – con l’esposizione di oltre 100 opere provenienti da 19 nazioni e realizzate da 83 autori presso l’auditorium de “Le stanze della musica” di Saronno.

Avvicinarsi alla mail art significa saper vivere e interpretare le emozioni che ogni forma d’arte riesce a suscitare attraverso la visione di opere, frutto di creatività e desiderio di stabilire una comunicazione.

L’arte postale o mail art è quella particolare forma d’espressione artistica che, per diffondersi, utilizza il sistema postale a livello internazionale. Solo dopo la spedizione la mail art è considerata arte.
Le radici storiche partono dal futurismo e successivamente, grazie al movimento Fluxus negli anni 50 e 60, si viene a creare una rete di artisti postali che si diffonde, a livello mondiale, nel 1962 con la New York Correspondance School fondata da Ray Johnson, artista della Pop Art.

L’intento principale della mail art è quello di riuscire a generare una relazione tra quanto spedito, sotto forma di cartoline, collage, oggetti, dipinti, pubblicazioni, lettere, buste, francobolli, e il mittente e il destinatario così da permettere la divulgazione libera dell’arte.

I mail-artisti professionisti e non, aderiscono con l’invio delle loro opere a project di carattere sociale, politico, creativo e ludico.

Il project 50° Anniversary Woodstock 1969 – 2019 lanciato da Gian Paolo Terrone, Ambasciatore della Repubblica di Uzupis sede di Saronno, ha raccolto oltre 100 opere di mail artisti italiani e stranieri che hanno rappresentato l’evento leggenda della musica rock.

Le mail art esposte alla mostra hanno catturato l’attenzione e la curiosità dei numerosi visitatori per la ricchezza interpretativa degli artisti e la varietà di tecniche utilizzate dal collage agli acquerelli, dalle tempere ai timbri realizzati ad hoc, dalla realizzazione di cartoline tridimensionali all’uso di semplici fogli bianchi.
Si sono alternati anche alcuni mail-artisti che non hanno mancato di scattarsi un selfie ricordo davanti alla propria opera che, viaggiando ha trasportato un messaggio non verbale.

SARONNO FOTOFESTIVAL 15° edizione

in Cultura/Varie ed Eventuali/Vita Pubblica
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Durante la settimana appena trascorsa ha avuto luogo la quindicesima edizione del SARONNO FOTOFESTIVAL promossa dal Gruppo FOTOAMATORI SARONNESI, manifestazione ricca di mostre fotografiche personali e collettive, incontri, conferenze e presentazione di libri.

Immagini e parole sono state al centro della conferenza “Il racconto sussurrato delle immagini” curata da Stefano Natrella, tenutasi venerdì 27 settembre in Villa Gianetti.

Ascoltandolo si percepisce la passione che anima da sempre il suo desiderio di creare una cultura della lettura dell’immagine.
Partendo dai graffiti paleolitici che parlano per conto dell’uomo primitivo, si avverte l’emozione del voler comunicare senza articolare parole. È l’immagine che parla da sé.

È la stessa immagine senza segni che attualmente si ritrova nel linguaggio dei social e che acquisisce il significato che ogni individuo vuole attribuire.
Successivamente con gli ideogrammi prende forma un nuovo linguaggio che riesce a trasmettere un pensiero che migliaia di parole non riuscirebbero a chiarire.

L’immagine si fonde con le parole e le parole acquisiscono forza e potere in una metamorfosi creativa.
Ascoltando le poesie narrate, vedendo spezzoni di film famosi e immagini forti ed evocative si può comprendere che le immagini si evolvono, migliorano, colpiscono quando sono accompagnate da un linguaggio luminoso.

“Che cosa vedi tu che io non vedo? Tanto. Niente.” cit.

E come diceva il grande Elliott Erwitt “La fotografia è il lavoro dell’anima”.

STRASARONNO: CORSA PER LA SOLIDARIETÀ.

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La settima edizione della StraSaronno partirà domenica 15 settembre alle ore 9.15 dal centro della nostra città, in Piazza Libertà e arriverà al Parco Lura coinvolgendo runner, cittadini, studenti delle diverse scuole, famiglie, gruppi di amici e perché no… se si vuole, anche il fedele amico cane con la sua pettorina.

Di anno in anno i partecipanti sono sempre più numerosi e quest’anno gli organizzatori si prefiggono di arrivare a 2300 iscrizioni.

“Un obiettivo ambizioso cui teniamo molto – dice Giacomo Palumbo, responsabile della manifestazione – perché ci permetterebbe di iniziare a finanziare la realizzazione di uno spazio attrezzato per attività di rieducazione fisica e sportiva presso la Fondazione CLS (Cooperativa Lavoro e Solidarietà) ONLUS, conosciuta realtà saronnese, che offre l’ inserimento lavorativo a persone diversamente abili”.
“Inoltre – continua Palumbo – si stanno studiando le soluzioni più adeguate per riuscire a garantire un futuro sereno e adeguato per fornire assistenza  alle persone disabili presenti nella Fondazione, che si dovessero trovare mancanti delle figure genitoriali”.

I numerosi sponsor presenti hanno contribuito ad arricchire il pacco gara che verrà consegnato ai partecipanti e, grazie a diverse organizzazioni e volontari, verranno garantiti l’ordine e la sicurezza durante tutta la manifestazione ma certamente saranno i numerosi partecipanti che con divertimento e allegria, sapranno fare della StraSaronno la corsa per la solidarietà.

Informazioni e iscrizioni: https://www.strasaronno.it/

“Cercando il Faro” poesie di Antonella Palomba

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“Cercando il Faro”, Ancora Editrice, è la raccolta di poesie scritte dalla Prof.ssa Antonella Palomba presentata all’ ITIS G.Riva di Saronno sabato 1 giugno, nell’aula magna della scuola.

Un libro di poesie per raccontarsi, per esprimere un percorso di vita non facile fatto di sofferenza alternata al successo, di sconfitte contrapposte a risalite, con l’intento di dare la forza per combattere e vincere una battaglia avendo la luce del Faro che illumina il cammino.

“Ti schermi lo sguardo… riprendi fiato,…sali!”.
Sali col piede saldo… Che aria, che luce… le ali!
Sono alcuni versi di “Rinascita” da cui traspare la determinazione e l’umanità che animano i componimenti.

Introdotto dal vicepreside Luca Lazzari, il Prof. Fantoni, già preside della Scuola Bascapè e del Liceo Legnani di Saronno, ha tenuto una presentazione ricca di considerazioni  ricordando con affetto gli anni trascorsi lavorando con Antonella, quando si occupava d’insegnamento nei corsi EDA per l’educazione permanente degli adulti e, grazie all’accompagnamento dell’arpa suonata da Maria Assunta Romeo e la lettura di racconti da parte di Fabio Palombo, si è condivisa la serenità trasmessa dall’ Autrice.

Il nobile fine voluto da Antonella Palomba è quello di donare parte del ricavato della vendita del libro al Day Hospital Oncologico tramite l’Associazione Saronno Point e al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Saronno oltre che fare una donazione a favore della Onlus “I fiori di Giada”.

CREAM CAKE PER LA FESTA DELLA MAMMA

in Dolcemente
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La prima parola facile da pronunciare è “mamma” che suona uguale in quasi tutte le lingue del mondo mom, maman, mutter, mamà … perché … la mamma è sempre la mamma … qualsiasi età abbiano i figli. Così in tutto il mondo si festeggia la festa della mamma in date diverse e mobili. In Italia da dopo il 2000 è stata fissata la data nella seconda domenica di maggio e oggi è il giorno giusto per far festa e coccolare la nostra mamma.

Sorprendiamola con una bella e buona cream cake a forma di cuore. 

Ingredienti:

per la pasta sablé: 200 gr di farina, 100 gr di burro freddo, due tuorli, 100 gr di zucchero a velo

per il ripieno: 250 gr di mascarpone, 250 gr di panna, 100 gr di zucchero

Per la cream cake vanno preparati due biscotti di pasta sablé impastando gli ingredienti e lasciandoli riposare per un paio d’ore nel frigorifero avvolti in una pellicola. Questo tipo di impasto si presta ad assumere molte forme e per la mamma abbiamo scelto quella di cuore. 

Cuocere le basi nel forno statico a 180 gradi per 15 minuti.

Intanto preparare la crema montando la panna con lo zucchero a velo e aggiungere poco alla volta il mascarpone.

Ricoprire con ciuffi di crema tutta la superficie del primo cuore, sovrapporre il secondo biscotto e decorare a piacere con fiori e cuori di pasta di zucchero e fette di fragole.

Con tanti cari auguri a tutte le mamme!

Ricetta gentilmente offerta da Mantegazza Vittorio – PASTICCERIA NORD – Saronno

COLOMBA TRADIZIONALE

in Dolcemente/Territorio
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Il pranzo di Pasqua non può non terminare secondo tradizione gustando la classica colomba, dolce soffice, profumato di scorze d’arancia candite e guarnito con una glassa di zucchero e mandorle.

La colomba pasquale, simbolo di pace e salvezza per la religione cristiana, prende origine secondo alcuni già dai tempi dei Longobardi che, conquistata la città di Pavia, risparmiarono la vita ai cittadini dopo aver ricevuto in dono dei soffici pani dolci a forma di colomba. Ed ancora, secondo altri  la colomba nacque ai tempi di Teodolinda quando si  narra che San Colombano, nel benedire la selvaggina preparata per un sontuoso banchetto, l’ abbia trasformata in colombe di pani dolci. 

Ma certamente è vero quanto messo in atto attorno agli Anni 30 dal responsabile pubblicitario della Motta che,  con gran intuito di marketing,  rivisitò la ricetta del panettone per fare un dolce indicato per la Pasqua, dando il via alla produzione di colombe mantenendo così in attività i lavoratori per tutto l’anno.

La nostra ricetta della colomba tradizionale prevede l’utilizzo del lievito madre per assicurare  scioglievolezza all’mpasto e alta digeribilità.

Ingredienti per colomba da 1 kg 

90 gr lievito madre, 100 + 25 gr d’ acqua, 60 + 60 gr di zucchero, 250 + 125 gr di farina, 50 + 50 gr di tuorli d’uovo,  65 + 50 gr di burro, 150 gr scorza d’arancia candita, sale q.b.

Per la glassa 

60 gr zucchero a velo, 50 gr mandorle anche qualcuna amara, albume di 2 uova, 20 gr di granella di zucchero

Dopo aver rinfrescato il lievito madre procedere con la lavorazione che prevede tre impasti ogni 4 ore aggiungendo farina, acqua,  zucchero,  burro ammorbidito e tuorli d’uovo amalgamando bene il tutto. Al termine dell’ultimo impasto, a cui va aggiunta la scorza d’arancia candita, lasciare riposare almeno 12 ore.   Si è così pronti per trasferire il tutto nella forma di colomba guarnendo con la glassa e la granella di zucchero

Infornare a 190 gradi per 60 minuti facendo  poi  raffreddare il dolce  capovolto.

Gustare senza moderazione con i nostri auguri di Buona Pasqua!

Ricetta gentilmente offerta da Mantegazza Vittorio – PASTICCERIA NORD – Saronno

LA MISSIONE DI ANDREA FRANZOSO

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I violenti vinceranno?

No! Se siamo disposti a fare ciò che è giusto.

No! Se facciamo scelte coraggiose.

No! Se siamo il cambiamento che ci aspettiamo dagli altri.

Così si è espresso venerdì 12 aprile Andrea Franzoso, giovane uomo poco più che quarantenne, alla Sacra Famiglia nellambito dei Venerdì di Quaresimaorganizzati dalla Comunità Pastorale Crocefisso Risortodella nostra città.

I fatti sono noti alla cronaca.

Franzoso diventa il whistleblower , il soffiatore di fischiettoche, nel 2015,  ferma il gioco delle richieste di rimborsi per spese personali dellallora numero uno  della società in cui lavorava come  funzionario addetto al controllo di bilancio.

Una decisione, la sua, non facile da prendere.

Come racconta nella sua testimonianza, non vuole fare del facile moralismo, andare contro tutto e tutti ma rispondere allimpegno preso verso sé stesso, verso la sua integrità ben consapevole delle conseguenze.

Che puntualmente si verificano. È solo, non svolge più le mansioni per cui era stato assunto, gli viene creato appositamente un ruolo inesistente e successivamente perde il lavoro.

Nessuno gliene offre uno nuovo.

Così si rimette in gioco, scrive il libro #disobbediente!Essere onesti è la vera rivoluzione, diventa autore televisivo, si fa portavoce nelle scuole di messaggi contro la rassegnazione di chi pensa che tanto le cose non cambiano, contro la paura dei poteri forti attraverso la testimonianza di messaggi positivi, di speranza e di onestà.  

Nella storia di Andrea Franzoso c’è anche un periodo di quattro anni passati tra i Gesuiti. Anni molto importanti per la sua formazione, anni di fede cristiana da cui ha imparato quanto sia determinante lessere responsabili e lagire etico di fronte agli avvenimenti che la vita ci riserva.

E questa è la missione che porta avanti ogni giorno.

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