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Sofia Zagni

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18 anni. Sono una sognatrice e forse è per questo che arrivo sempre in ritardo. La monotonia non mi piace, perciò non posso fare a meno di essere curiosa e creativa. Chi voglio essere? Questo è ancora un interrogativo, ma nella mia completa indecisione ho una certezza: non ho intenzione di fermarmi.

I vari Oratori della città convergono in un’azione comune

in Generazione Z
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Il 30 Novembre presso l’Oratorio di Via Legnani si è tenuto il primo Consiglio Pastorale aperto a tutti. Presieduto da Don Federico, l’obiettivo principale è stato quello di esporre il possibile assetto che la Comunità potrebbe assumere in futuro, in particolare si è parlato degli Oratori e della Pastorale Giovanile. All’incontro hanno aderito moltissime persone: la sala era piena. La presenza maggiore è stata costituita da adulti, in minor parte giovani ed universitari. Don Federico ha esposto i dati demografici di Saronno al fine di fornire delle premesse per il discorso che si è poi sviluppato nel corso della serata. Si è parlato di come con gli anni si sia verificato un calo demografico nella popolazione saronnese ed in contemporanea si sia anche registrata una perdita di iscritti alle ore di religione nelle scuole primarie statali.

L’oratorio nasce come luogo di aggregazione, ha una funzione educativa – in quanto vuole essere un ambiente in cui il ragazzo può crescere – ed è anche utile a livello sociale, infatti sono molti i genitori che affidano all’oratorio i propri figli, per esempio durante l’esperienza estiva.

“La presenza riscontrata la Domenica diventa trascurabile, se pensiamo al numero di bambini con cui lavoriamo d’estate. Si tratta di 2200 ragazzi, di cui 1800 iscritti e 400 animatori..”, afferma Don Federico, “perciò il bilancio è in positivo”. Nonostante si attesti un calo di presenze nelle strutture oratoriali durante la settimana (esclusi i momenti di catechismo) ed in particolare la Domenica, c’è comunque un incremento forte nel periodo estivo. Ma come fare ad attirare famiglie e ragazzi anche nel corso dell’anno? Come fare per potenziare i momenti di vita dell’oratorio? E sopratutto, conoscendo le diverse situazioni attuali di tutti gli oratori, ha un senso investire energie nelle realtà più piccole e in difficoltà?

Il progetto successivamente esposto ha provato a dar voce a possibili soluzioni, basate su tre punti principali, non definitivi e non ancora approvati. Nel primo punto è stata introdotta la possibilità di chiudere gli oratori meno frequentati, carenti di bambini e/o risorse materiali e di personale per mantenere le stesse strutture. Si vorrebbero mantenere solamente le parrocchie di San Giovanni Battista, Regina Pacis e San Pietro e Paolo. Il destino delle realtà minori non risulta ancora chiaro, anche se tendenzialmente sembra ci sarebbe la volontà di eliminarle definitivamente.

Altro argomento trattato ha riguardato la realizzazione di un polo di riferimento per le classi delle medie con sede in Via Legnani, data la vicinanza con la maggior parte delle scuole medie. La proposta non è stata ancora del tutto sviluppata, infatti non è stato ancora stabilito se durante l’oratorio estivo le medie dovranno trasferirsi nell’oratorio sopracitato oppure se questo rimarrà formalmente punto di ritrovo per gli incontri annuali del catechismo e dei vari ritiri.

Anche per gli studenti delle superiori si vorrebbe procedere come già pensato per le medie. Il luogo scelto sarebbe il Santuario (il quale sarà soggetto a ristrutturazione nell’eventualità che il progetto venga approvato), poiché situato anch’esso in un’area scolastica. Il disegno però in questo caso prevede un percorso più impostato: l’intenzione sarebbe quella di creare un maggior coinvolgimento presso i giovani, utilizzando mezzi di interesse comuni. Si è pensato di realizzare un tavolo di lavoro composto da dei diaconi, 2 educatori professionali e 2 non, un insegnante e un allenatore al fine di farsi portavoce degli interessi dei ragazzi, rendendo le proposte appetibili.

A seguito della presentazione, è nato un dibattito da cui sono emerse più visoni: c’è chi ha apprezzato e quindi ha cercato di difendere le varie proposte, chi ha espresso un’insoddisfazione legata alle scomodità degli spostamenti e chi invece ha manifestato il timore di perdita di identità, se queste linee guida dovessero venir rispettate.

Ciò che emerge da questo Consiglio sembra aprire inevitabilmente una contraddizione fra la necessità di coltivare il rapporto con le proprie radici e quella di trovare un nuovo inizio, sacrificando le realtà minori. Si sa che per costruire qualcosa, altro dev’essere superato, ma qui si tratta di rieducare una comunità, rendere attivi solo alcuni oratori, cambiare le abitudini delle famiglie, ricercando la soluzione per il bene comune.

La sfida risiede nel conciliare una visione che aspira a raggiungere un’unione fra le parrocchie ed una che non è disposta a perdere i legami che ha con il suo luogo di origine.

L’oratorio dovrà adattarsi alle trasformazioni del tessuto sociale senza perdere la sua natura inclusiva, accogliente e generatrice di ricchezza collettiva.

Il progetto è ambizioso e guardando al futuro, noi tutti siamo ugualmente impegnati nella costruzione di un grande oratorio, che si tratti di quello del nostro quartiere o di una nuova idea di comunità: noi tutti siamo chiamati a metterci in gioco. E così come una voce si è distinta con fermezza e convinzione “Non esistono gli oratori, esiste l’oratorio”.

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